1970 – Sunyata

Thema con varianti per soprano e quintetto d’archi su testo di Kridaya Sutra

Dedicato a M. Felicita Russo-Perez

Organico

Per soprano e quintetto d’archi

Prima esecuzione

Frankfurt, Radio, 17.4.1971

Durata: 6’ 30’’

Edito da: Suvini Zerboni

Altre esecuzioni

Taormina, Sinopoli Festival, 19/10/2006

NOTE

“La forma non è diversa dal vuoto. Il vuoto non è diverso dalla forma. La forma è precisamente il vuoto, il vuoto è precisamente la forma”.
Questo aforisma tratto dalla Hridaya Sutra (la Sutra del cuore) è riportato all’inizio della partitura di Sunyata, composta nel 1970.
Sunyata, vacuità. Tema che attraversa da protagonista il pensiero buddhista. E’ Nishitami Keiji, esponente di rilievo della Scuola di Kyoto, a precisare e distinguere: “Vacuità non significa il nulla assoluto”.
Se l’interpretazione wagneriana di Sinopoli sarà filtrata dalla concezione ciclica del tempo e del fluire della natura, che comprende e anche annulla ogni azione dell’uomo, è significativo ritrovare queste attrazioni del pensiero già agli esordi della sua attività compositiva.
In Sunyata, vuoto e forma trovano un punto di equilibrio nell’idea di Thema, che l’autore “assume da Quintiliano” intendendolo come “argomento da trattarsi per una esercitazione retorica”.
L’opera, definita appunto “Thema con  varianti”, si segnala per l’intensità della scrittura strumentale, una fosforescenza che contrappunta il percorso del canto, che evoca frammenti di testo – mai frasi compiute, né compitamente afferrabili all’ascolto -, creando un’onda espressiva dove prevalgono le dinamiche del piano e del pianissimo. Valori brevi delle note, frequente ricorso alle risorse del trillo e della scrittura al ponticello, risonanze create tra i cinque strumenti, un quartetto d’archi e il contrabbasso, a fungere da sfondo, da più cupa, terrigna, parete del suono. In questa motilità, dove la presenza del ‘vuoto’ e della ‘forma’ si flettono assieme, un ‘adagio’ precede una seconda, più breve sezione durante la quale il tempo del racconto si fa concitato, senza perdere il dominante carattere di evocazione, prima di placarsi nelle battute finali e di raggiungere insieme la desiderata vacuità, e la compiutezza formale.

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Cd

Giuseppe Sinopoli

Composizioni cameristiche 1970-1972

Prodotto da Firmamenta
Registrato presso Studio Suono Ripetta
Roma 19-29 marzo – 2003
Quartetto d’archi di Fiesole
Violini: Alina Company, Enrico Bernini
Viola: Pietro Scalvini
Violoncello: Sandra Bacci
Soprano: Susanna Rigacci
Contrabbasso: Alberto Bocini

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